Toro: non ho ancora voglia di andare via

Jack in camicia color petrolio e pantaloni chiari, seduto in una poltrona intrecciata accanto a un grande toro bruno sdraiato; foglie di fico, tende chiare e luce calda incorniciano il portico.

Con certi Toro, il momento in cui capisci di piacergli arriva mentre dovreste salutarvi.

La serata è finita. Non c’è più niente da decidere. Eppure lui resta lì, vicino, come se non avesse sentito il bisogno di concludere. Ti domanda una cosa poco importante, ascolta la risposta intera. Potrebbe andarsene senza sembrare scortese. Non lo fa.

Non devi necessariamente intrattenerlo. Puoi anche fermarti a cercare una parola. Gli piace guardarti mentre ci pensi.

Il desiderio del Toro può avere questa lentezza molto concreta. Si accorge di come ridi, di una voce che cambia quando ti avvicini, del piacere di averti accanto. Se sta bene, non sente subito la necessità di rendere il momento più interessante. Per lui lo è già.

È un modo di stare insieme che può sorprenderti, soprattutto se sei abituato a dover sempre trovare qualcosa da fare. Un posto diverso, una proposta, una notizia. Con lui, dopo un po’, ti accorgi che potete anche restare dove siete.

Non perché manchino le idee. Perché spostarsi adesso significherebbe interrompere qualcosa che gli sta piacendo.

Ancora cinque minuti

Quando il Toro è attratto, la distanza si accorcia senza molta fretta. Si siede un po’ più vicino. Se gli tocchi il braccio, non si sottrae per tornare immediatamente alla posizione di prima. Lascia durare il contatto. Ti dà il tempo di capire se vuoi restare anche tu.

C’è qualcosa di invitante in una persona che non sembra occupata a superare il momento che sta vivendo. Non deve arrivare subito a un bacio, né trasformare ogni vicinanza in una prova. Può godersi quell’attesa. E fartela sentire.

Magari il discorso va avanti, ma tu cominci a seguirlo un po’ meno. Sei diventato molto consapevole di quanto sia vicino. Lui se ne accorge, sorride appena, continua a parlare. Ogni tanto un Toro sa benissimo cosa sta facendo.

Non ha bisogno di mostrarsi impaziente per farti capire che gli piaci. Quella calma può essere piena di desiderio. C’è nel modo in cui aspetta che tu finisca di bere, invece di alzarsi già. Nel posto accanto a sé che lascia libero. Nella mano che rimane vicina alla tua dopo che l’ha sfiorata.

Se ti avvicini, lo nota. Se fai un passo indietro, la serata può continuare senza che tu debba giustificarti. La vicinanza è bella finché la state scegliendo entrambi; basta che uno cominci a sentirsi trattenuto e l’atmosfera cambia.

Del resto, il Toro può essere comodissimo anche quando non sta corteggiando nessuno. Non ogni caffè lungo nasconde un amore. La differenza si sente nell’attenzione: non è soltanto contento del posto, del cibo, della serata. Cerca te dentro tutto questo.

Può esserci un locale che frequenta da anni e una sedia su cui si mette abitualmente. Quando arrivi tu, invece di sistemarsi come sempre, aspetta di vedere dove ti siedi. Una cosa minuscola. Gli interessa che tu sia vicino.

E quando cominciate a conoscervi meglio, quel piacere non ha per forza bisogno di novità continue. Può desiderare un’altra sera molto simile. Lo stesso posto, una passeggiata che sapete già dove finisce, il tempo di stare sul divano senza dover scegliere immediatamente cosa guardare.

Tu potresti domandarti se si sia adagiato. A volte è proprio così. Altre volte gli sembra di aver trovato qualcosa che gli piace abbastanza da volerlo vivere di nuovo, senza cambiare tutto per dimostrarti interesse.

Stargli vicino può farti perdere un po’ il conto del tempo. Dovevi fermarti poco. Non avevi previsto una seconda tazza, quella conversazione lasciata a metà, il silenzio che poi non hai avuto voglia di riempire.

Quando finalmente ti alzi, lui ti guarda come se stessi prendendo una decisione piuttosto affrettata.

Sono passate tre ore.

Sì, ma stavate così bene.

Jack G.

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