Dopo aver parlato con l’Acquario, sai perché una relazione può finire. Sai cosa succede quando due persone cambiano, quanto contino le aspettative, perché nessuno possa promettere di restare uguale.
Non sai ancora se lui ci sia rimasto male.
Glielo avevi chiesto. La risposta era partita proprio da lì, poi aveva preso una strada più larga. Tu l’hai seguito, perché le cose che diceva avevano senso. A un certo punto vi siete messi a parlare delle relazioni in generale. Della sua, quasi più niente.
L’Acquario può diventare molto preciso proprio quando il discorso si avvicina troppo. Trova una ragione, distingue i casi, ti mostra un punto che non avevi considerato. Non sta necessariamente cercando di confonderti. È davvero interessato a capire. Ma intanto la domanda più semplice rimane senza risposta.
«E tu come stai?»
Ti guarda per un momento. «Beh, è normale che una cosa del genere dispiaccia.»
Sì. Però tu non avevi chiesto se fosse normale.
Il discorso fila. Tu resti fuori.
Questa distanza può farsi sentire anche mentre siete insieme. Gli dici che una sua assenza ti è pesata e ricevi una spiegazione accurata. Aveva preso un impegno, pensava che ne fossi già al corrente, non immaginava che quella sera fosse così importante.
Sono informazioni utili. Magari gli credi. Eppure, più spiega, meno ti viene voglia di continuare.
Ti sembra di dover trovare una ragione sufficientemente buona per essertela presa. Quella che avevi — volevo averti vicino — adesso suona quasi poco seria. Lui non te l’ha detto. È il tono della conversazione che te la fa sentire così.
L’Acquario può ascoltare un sentimento come qualcosa da esaminare insieme. Tu gli stai facendo vedere dove ti ha toccato; lui cerca di stabilire che cosa sia successo. Se non trovate subito le stesse parole, comincia a precisarle. «Non era esattamente quello che intendevo.»
E tu ti ritrovi a discutere di «esattamente» quando volevi parlare di voi.
Non è sempre facile accorgersene, perché non alza la voce e non ti manda via. Rimane, risponde, ti dedica tempo. Da fuori sembra una conversazione fra due persone ragionevoli. Dentro, una delle due può sentirsi piuttosto sola.
A volte succede anche agli amici. Ti racconta un cambiamento enorme con una calma che ti stupisce. Gli offri compagnia, lui risponde che non c’è bisogno di preoccuparsi. Dopo vi sentite spesso, ma ogni volta c’è un argomento nuovo. Quello che era successo a lui resta fermo alla prima versione, ordinata e senza troppe tracce.
Può perfino irritarsi se insisti. Aveva già spiegato. Che cosa vorresti sapere ancora?
Vorresti sapere com’è stare dalla sua parte, una volta finito il discorso.
L’Acquario sa parlare volentieri di cose scomode, purché non gli venga chiesto di sentirsi scoperto mentre lo fa. Un dubbio, un desiderio fuori dalle abitudini, una scelta che gli altri giudicano: può ascoltarli con curiosità. Quando deve dire «mi manca», invece, la frase gli esce più difficilmente. Si ferma, cambia una parola, passa a qualcosa su cui può ragionare.
Se sei tu l’Acquario, magari ti infastidisce essere descritto come freddo. Quella cosa ti ha occupato per giorni. Hai ripensato a ogni dettaglio, hai persino perso sonno. Non ti sembra di averla presa alla leggera.
Ma chi ti sta vicino non ha visto quelle ore. Ha sentito la spiegazione che hai preparato dopo. Per un po’ prova a farti altre domande; poi smette, convinto che tu non abbia voglia di parlarne.
Tu puoi pensare che finalmente abbia capito.
Da quel momento il discorso diventa più facile. Parlate ancora, anche a lungo. Solo che non ti chiede più come stai.
Jack G.