Ariete: con te discuto, ma non ti lascio solo

Jack in giacca scura e camicia di lino chiara cammina accanto a un ariete dal vello chiaro e dalle grandi corna ricurve, su un altopiano di rocce rosse illuminato dal sole basso.

L’Ariete ha ancora da dirtene quattro. Però, quando qualcuno comincia a trattarti male, quelle quattro cose possono aspettare.

Fino a poco prima eravate in disaccordo. Lui non aveva nessuna intenzione di concederti ragione. Adesso interviene, ti lascia finire, domanda all’altro perché ti stia parlando in quel modo. Tu quasi ti stupisci di trovarlo dalla tua parte.

Non gli sembra una contraddizione. È arrabbiato con te, mica ha smesso di volerti bene.

Questa lealtà dell’Ariete ha poco di cerimonioso. Non sempre arriva con una frase rassicurante. Può arrivare con un «aspetta un momento», detto mentre gli altri stavano già andando avanti. È difficile ignorare qualcuno che si è accorto di una cosa e ha deciso di nominarla.

Quando tiene a una persona, l’Ariete può faticare a restare comodo mentre quella persona viene messa in difficoltà. Nota la battuta ripetuta dopo che hai smesso di ridere, il tono di chi ti interrompe, l’accusa buttata lì perché sembri non avere voglia di rispondere.

Non aspetta necessariamente che tu chieda aiuto. A volte sarebbe perfino più semplice per lui fingere di non aver sentito. È con amici suoi, ha appena trovato un posto in cui stare tranquillo, non avrebbe nessun vantaggio a mettersi di traverso.

Poi lo fa.

L’affetto si vede anche da questo piccolo fastidio che è disposto a prendersi. Non soltanto dalla facilità con cui ti abbraccia quando siete d’accordo su tutto.

Può essere brusco. «Lascialo parlare.» «Questa cosa non è andata così.» Non ti costruisce necessariamente una difesa completa. Gli basta aver visto che stavano approfittando del fatto che tu fossi in minoranza, o troppo stanco per ribattere.

E non ha sempre bisogno di farti apparire impeccabile. Può sapere benissimo che hai sbagliato. Ti conosce, conosce le tue risposte peggiori, magari te le ha fatte notare proprio quella mattina. Ma sentirti umiliare davanti agli altri non gli sembra una conseguenza inevitabile del tuo errore.

Con un Ariete così hai anche la libertà di non essere particolarmente simpatico per qualche ora. Puoi avergli risposto male, essere stato ostinato, avergli rovinato un programma. Non devi riconquistare subito il suo buonumore per sapere se ci sarà quando serve.

Naturalmente la sua velocità può prenderti in contropiede. Tu avevi scelto di lasciar cadere una provocazione e lui l’ha appena raccolta. Gli dici «non ce n’era bisogno», lui ti guarda incredulo: avrebbe dovuto restare lì a sentire?

Può essere difficile fargli capire che volevi gestire la cosa in un altro modo. È già acceso per te, e nel frattempo rischia di parlare anche al posto tuo. Magari la risposta ce l’avevi. Ti serviva soltanto un momento per dirla.

Quando riesce a fermarsi, però, la sua presenza si sente ancora. Ha fatto capire che non sei isolato; adesso può lasciarti scegliere come continuare. Non deve occupare tutta la discussione per restare al tuo fianco.

L’Ariete spesso si trova più a suo agio in quel gesto che nel commentarlo dopo. Ti accompagna fuori, si offre di venire con te, fa una telefonata che avevi rimandato. Se lo ringrazi troppo solennemente, liquida la faccenda: «Ma figurati».

Poi si ricorda che fra voi c’era ancora qualcosa in sospeso. E torna a dirtelo, con una naturalezza quasi irritante.

La discussione riprende. Il tono può essere lo stesso di prima, ma tu adesso lo ascolti sapendo una cosa in più: mentre aveva ancora voglia di discutere con te, ha trovato il modo di esserci.

Jack G.

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La conversazione continua

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