Il Toro aveva quasi deciso di darti ragione. Poi hai aggiunto: «Vedi che avevo ragione io?»
Adesso la conversazione durerà ancora un po’.
Può succedere una cosa buffa con lui: l’argomento lo aveva convinto, il modo in cui glielo hai servito gli ha fatto passare la voglia. Ti sembra assurdo. Stavate cercando una soluzione, non distribuendo medaglie. Eppure quella piccola vittoria che ti sei preso ha cambiato il discorso.
Prima poteva scegliere. Adesso sente che gli stai aspettando il sì.
La testardaggine del Toro si fa sentire anche così, quando una proposta comincia a somigliare a una pressione. Ripeti la stessa ragione, lui ripete la stessa risposta. Tu aggiungi persone che la pensano come te. Lui trova un dettaglio su cui nessuno si era soffermato. A un certo punto la questione iniziale è quasi sparita: siete rimasti voi due, e chi cederà per primo.
Non alza necessariamente la voce. Può continuare a dirti «ho capito» con una calma che ti fa venire voglia di spiegarglielo un’altra volta.
Ha capito davvero. È sul fatto di dover essere d’accordo che avete un problema.
Il tempo che non gli stai lasciando
Il Toro può metterci molto a cambiare una scelta su cui si era sistemato. Anche quando riguarda una cosa piccola: un programma, un acquisto, un’abitudine che a te sembra ormai poco sensata. Tu vedi subito i vantaggi dell’alternativa. Lui sta ancora pensando a cosa dovrebbe lasciare e a quanto gli costerebbe ricominciare.
Non gli basta che una cosa sia nuova per trovarla migliore. Vuole sentirla un po’, immaginarsi dentro. Magari fa una domanda pratica che ti sembra fuori tema. Poi un’altra. Tu sei già pronto a partire; lui vorrebbe sapere dove finirà tutto ciò che sta cambiando.
Se lo conosci bene, sai che quel silenzio può contenere parecchio movimento. Sta ripensando a ciò che hai detto. Ma se gli domandi ogni cinque minuti se abbia deciso, è facile che ti dia soltanto la risposta che aveva all’inizio.
Con il Toro si può arrivare a questa stranezza: più cerchi di accelerare, più tempo ci vuole.
E non sempre la sua resistenza è una seccatura. Ci sono cose che continuano a piacerti perché lui non ha seguito il primo entusiasmo generale. Ha voluto controllare, aspettare, vedere se quella fretta avesse davvero una ragione. Quando tutti stanno cambiando programma, può essere piacevole avere accanto qualcuno che ricorda perché lo avevate scelto.
Il guaio è che sa difendere altrettanto bene una scelta che ormai non funziona.
Può continuare a parlarne come se fosse ancora la migliore, mentre cerca di evitare proprio gli inconvenienti che gli avevi fatto notare. Cambia un orario, rinuncia a un pezzo, trova una soluzione più scomoda pur di non chiamarla ripensamento. Tu lo guardi e ti chiedi quanto lavoro stia facendo per non fare quella piccola cosa che gli avevi proposto.
Se glielo dici davanti a qualcuno, difficilmente vi risparmiate tempo.
Gli pesa essere trattato come quello lento a capire. Soprattutto quando tu hai un tono paziente, da persona che sta spiegando qualcosa di molto semplice. Puoi avere tutte le ragioni del mondo; lui comincia a sentire soprattutto quel tono.
Del resto, non è comodo stargli vicino quando ogni decisione diventa una prova di forza. Anche tu hai un passo tuo. Puoi stancarti di aspettare che un’idea arrivi a sembrargli abbastanza sua per essere presa in considerazione.
Il Toro, però, può sorprenderti a discussione finita. Non torna con una dichiarazione solenne. Comincia a usare l’alternativa che avevi suggerito, ci prende gusto, magari ti racconta anche perché funziona.
Tu lo ascolti con una certa soddisfazione. Lui sembra aver dimenticato quanto ne avevate parlato.
«Era quello che ti dicevo.»
Ti guarda. «Sì, ma adesso ho provato.»
Jack G.